05/05/15

Il divino senza veli




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Data di pubblicazione: Aprile 2015


Quarta di copertina

La Lettera dottrinale valentiniana fu scritta in greco attorno alla metà del II secolo dopo Cristo, ma è giunta a noi tramite Epifanio di Salamina che l’ha riportata nel suo Panarion. Essa rappresenta un vero e proprio caso: è stata fin qui quasi completamente trascurata, pur costituendo uno dei rari documenti in lingua originale relativi allo gnosticismo antico. Lo studio di Giuliano Chiapparini ricostruisce le vicende di questa lettera, ne indaga le caratteristiche e ne analizza i contenuti così da motivare la sua valorizzazione. La lettera si presenta come una rivelazione esoterica di una dottrina gnostica valentiniana molto peculiare. L’anonimo autore illustra con precisione le ‘modalità’ della manifestazione del sommo dio, riorientando per i propri scopi una terminologia e un bagaglio concettuale derivati dal contesto medioplatonico e soprattutto dagli scritti neotestamentari, in particolare quelli di estrazione paolina. Propone, quindi, una rilettura della dottrina di Valentino, uno dei più noti maestri gnostici del tempo, caratterizzata, pur in un contesto protologico di natura dualistica, dalla tendenza a intendere il divino sommo in maniera molto compatta; in questo modo prende le distanze da altre interpretazioni diffuse fra i seguaci di Tolomeo, continuatore di Valentino, che sembravano inopportunamente accentuare l’ipostatizzazione delle differenti ‘modalità’ con cui il divino si è voluto mostrare ‘senza veli’. Il saggio propone per la prima volta in forma autonoma il testo greco originale di questa lettera, eliminando le deformazioni accumulatesi ad opera di improvvidi interventi filologici e correggendo in sede di traduzione alcune diffuse ed erronee interpretazioni. Inoltre viene stabilita con una certa precisione la datazione (150-160 d.C.) di questa fonte, finora oggetto di varie e contrastanti ipotesi, valorizzandola ai fini dello studio del dibattito teologico in atto a metà II secolo nella Chiesa di Roma. Il commento al testo e l’ampia analisi storico-religiosa guidano il lettore alla conoscenza di una forma particolare di gnosticismo, che si inserisce, per altro, in una ricostruzione innovativa della storia del valentinianesimo.

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